PAROLE E MESSAGGI DAL CORPO CHE CAMBIA
Quando si diventa meno giovani, quando passano gli anni, ci si sposta verso il “diversamente post adolescenza” – età adulta.
Si cambia: lo sappiamo! Lo abbiamo sperimentato magari tramite nonni, zii e genitori. Lo abbiamo sentito dalle nostre amiche ma non ce lo ricordiamo più.
La testa fa sentire sempre capaci, sul pezzo, prestazionali. Ecco sì l’effetto più marcato è la prestazione. La percezione della prestazione che spesso rimane inalterata come a vent’anni. Ma non è così. Siamo soggetti a cambiamento.
La difficoltà di stare sui diversi passaggi di vita.
Siamo consapevoli delle capacità e dei limiti di un neonato, ma meno su quelle degli adulti.
Ci dà fastidio che ci facciano notare che non siamo più quelli di prima, perché sentiamo la fatica a fare quello che abbiamo sempre fatto; ma la ricacciamo indietro.
Abbiamo il terrore di non farcela, ma non ci fermiamo perché temiamo un crollo o una velocità diversa.
E poi questa idea che gli altri debbano esserci per noi, rinunciare alla loro vita. Forse l’abbiamo già sperimentata la richiesta egoistica di rinunciare ad un momento di relax per fare qualcosa per i genitori o i nonni, ma la richiesta viene pronunciata lo stesso.
Quindi il terrore che essendoci una sola vita, non ci sia più tempo per fare tutto. Angoscia!
Eppure, quanti familiari restano impantanati nel senso di colpa?
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Claudia prese in mano un pacco di lettere legate con un nastro rosso corallo, pensava facessero riferimento all’intimità sessuale, invece riguardavano lo spinoso argomento verso i sessant’anni e oltre…
All’inizio si era persa la lettura dello zero, quindi pensò: <Ci sono già pedagogisti, insegnanti, educatori, fior di psicologi che già si occupano di come gestire al meglio la relazione genitori figli>
Poi tornò sull’ovale dello zero. Quel circuito grafico in cui tutto si ricongiunge.
Effettivamente tra zero e sessanta alcune pretese, richieste, lamentele, espressioni emotive sembrano rispecchiarsi e circolare dall’infanzia all’età adulta.
Un vero peccato che le persone perdano la connessione con il loro stati d’animo, con i segnali chiari del corpo.
Ascoltare di più il corpo faciliterebbe la vita; invece, ci ostiniamo a interpretare o a fare riferimento a tecnici e professionisti che sembrano avere interesse solo a manipolare la realtà; salvo poi che la realtà e la natura sono così semplicemente sincere.
Quindi il corpo che cambia, la sua espressione del cambiamento, il corpo ce la dona facendoci attraversare appunto delle variazioni dovute al passare degli anni.
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Claudia si ripromise di non cadere anche lei nella trappola mentale del perdere la connessione con gli anni che passano. Comunque, la lettura di quelle poche righe le aveva fatto venire l’idea di promuovere e creare un laboratorio di incontro per adulti che avessero voglia di parlare di loro, di continuare anche a divertirsi ma tenendo conto dei limiti e delle possibilità offerte dal cambiamento.


