Giovanna Ferro

Piscologa e Psicoterapeuta a Savona

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SEPARAZIONE E MOGLI

13 gennaio 2026

SEPARAZIONE E MOGLI

 

Claudia proseguì con le storie delle mogli.

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Cara Psic, la lettera che ha letto durante la sua puntata radiofonica mi ha indotto a pensare alla mia separazione, anche se il signore della lettera non si è mai separato.

Credo sarebbe molto interessante indagare su quante donne, come me, al momento della separazione abbiano provato ad infangare pesantemente il marito, solo perché non erano in grado di sostenere emotivamente la situazione di malessere che si era creata nella coppia. Purtroppo, spesso appoggiate nella scelta malevola da avvocati per niente tutelanti dei figli.

Premetto subito che non l’ho denunciato per presunti episodi di violenza o abusi, ma ci sono arrivata vicina. L’unico momento in cui mia mamma è intervenuta nella mia vita a farmi desistere dal commettere l’ennesima azione che mi avrebbe rovinato e che avrebbe devastato gli altri vicini a me.

Però ho coinvolto pesantemente mia figlia, con la complicità malata delle mie sorelle.

Ti scrivo oggi dopo un lungo percorso di psicoterapia, mai voluto prendere in considerazione nel passato, ed iniziato per non perdere il lavoro. Nel corso del tempo ne ho compreso l’importanza vitale per la mia salvezza. Non smetterò mai di ringraziare la mia terapeuta, e continuo a consigliarla a quanti vedo impantanati nelle svariate difficoltà della vita.

La mia responsabile un giorno mi ha bloccata sulle scale e costretta a mettermi in malattia perché ero completamente ubriaca. Da lì la scelta di rivolgermi alla psicologa.

Torno alla separazione, Gianluca le aveva provate tutte con me, aveva cercato di coinvolgere i miei genitori, ma mio padre che era abituato a dirigere i suoi dipendenti e la nostra famiglia secondo regole sue, lo trattò solo come il genero che mette in discussione il valore della famiglia. Mia mamma non aveva la forza di opporsi a mio papà, meno che mai le mie sorelle, assoggettate al suo potere (anche perché ci ha elargito pesanti somme di denaro, ogni qual volta eravamo in difficoltà).

Parlo delle mie sorelle perché Gianluca si era prodigato anche per loro; era stato il primo genero ad essere entrato in casa, essendo io la maggiore. La sorella mediana abbandonata a sé stessa dai nostri genitori (effettivamente molto incapaci di gestirci soprattutto a livello emotivo) era finita in una comunità di recupero, dopo essersi persa nell’eroina. Quando uscì Gianluca le trovò un lavoro, perché mio padre si vergognava e nonostante le sue conoscenze non mosse un dito per lei.

La più piccola invece ha pensato di trovare il principe azzurro in un uomo che l’ha quasi ammazzata di botte, Gianluca ad esempio andava a prendere i suoi bambini a scuola quando lei non riusciva, oltre a farsi carico di tanto altro.

Ti sembrerà strano che noi sorelle non siamo state in grado di funzionare e che Gianluca si sia preso cura di tutte noi: però effettivamente è andata proprio così.

Sottolineo di nuovo che se non avessi intrapreso il percorso di psicoterapia sarei morta interiormente e ci sono arrivata veramente vicina.

Quando in una famiglia come era la mia, non ti nutrono a sufficienza a livello emotivo, è veramente dura diventare grandi in maniera equilibrata. I nostri genitori ci hanno dato soldi e ci hanno fatto credere di essere una famiglia speciale. Eravamo invece inadeguate a vivere!

A distanza di più di trent’anni se penso come ho costretto a vivere Gianluca mi vergogno profondamente, e forse il senso vero della mia lettera è trovare una via di espressione per la mia vergogna, per quello che ho combinato nella mia vita, per il male che ho procurato al mio ex marito e a nostra figlia Eugenia.

Ho fatto davvero tanto male a Eugenia! Gianluca era orfano di entrambi i genitori, non aveva nessuno su cui appoggiarsi e si era fatto fagocitare dalla mia famiglia.

Me ne sono approfittata, solo che il conto peggiore lo ha pagato Eugenia: pensando di dovermi stare accanto perché come madre e come donna non mi sapevo gestire e le mie sorelle erano disastrose, quindi mia figlia era costretta da me dare una mano anche a loro, o meglio ad accettare la loro presenza in casa nostra perché succedeva sempre qualche cosa nella mia famiglia disastrata.

Per fortuna poi Eugenia grazie a Gianluca e alla sua nuova compagna Elisa, ha trovato un lavoro e se ne è andata via di casa. All’inizio la minacciavo di suicidarmi, non sai quante volte e arrivata da me mollando il lavoro.

Poi Elisa, che odierò per sempre, anche se la mia psicoterapeuta mi sta facendo lavorare su questo aspetto, le ha consigliato ed aiutata a rivolgersi ad uno psicologo.

Non avrei mai pensato di avere tanti psicologi nel mio entourage: tu cara Psic e la tua radio, la mia fantastica terapeuta, la terapeuta di mia figlia che mi ha convocato in seduta con lei. Devo ammettere che sono stati una deliziosa svolta sulla via del benessere.

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Claudia avrebbe voluto leggere una lettera del genere dalla sua vicina di casa; la sua vicina di casa aveva davvero una storia che poteva essere trasformata in un libro, una saga familiare sulle sorelle. Forse lo avrebbe scritto, le venne in mente anche un titolo interessante!

Comunque, era davvero intrigante entrare a far parte di queste storie di donne come le ultime che le erano capitate. Claudia ringraziò la sua buona stella che l’aveva condotta in radio.

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