SONO LA MOGLIE DI…
Claudia riprese in mano le lettere e ne scelse una che a suo parere poteva aprire una nuova finestra di pensiero nei lettori
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Cara Psic, una delle lettere che hai pubblicato, mi induce a condividere un mio pensiero, che credo possa essere utile per altri.
Mi sono accorta che mio marito ha iniziato un percorso di psicoterapia. Ho trovato la ricevuta nella tasca della giacca, perché come spesso fanno gli uomini, non svuota le tasche prima di mettere i vestiti a lavare. Sicuramente potrei abituarlo diversamente, ma credimi ci ho provato talmente tante di quelle volte, che non ho più voglia di continuare a lottare su questo.
Niente di così pericoloso trovare la fattura di uno psicoterapeuta, dovrebbero andarci praticamente tutti per avere più chiarezza in testa e nella vita quotidiana.
All’inizio però ne ho avuto paura, paura di essere lasciata per un’altra
L’ho capito subito del tradimento! ho visto un guizzo di vita nei suoi occhi, che con me c’è stato solo per poco tempo e sinceramente mai così intenso.
Certamente non è stata una piacevole scoperta…
Non è stato gradevole presupporre l’esistenza di una altra, e neanche sapere che lui sta cercando di fare chiarezza nella gestione delle sue relazioni. Ho avuto il timore di non fare più parte della sua vita, ma non sono ancora riuscita a parlargliene.
Mi ha sposato solo perché ero la brava bambina, molto simile a sua mamma, per fargli da assistente familiare nel gestire la nostra casa, i figli, il cane.
Adesso che va in terapia io sono contenta perché lo vedo più consistente, più tranquillo; lo so che non mi lascerà mai perché non ne è capace; ma so anche che non mi amerà mai!
Potrai immaginare il grigiore delle mie giornate.
Ho pensato tante volte di lasciarlo io, ma non ci riesco
In seguito, avrei voluto attivare il coraggio di andare dalla psicologa che lo segue, che mi aveva invitato ad una seduta congiunta.
Avevo paura di scoprire una verità che mi avrebbe spaventata.
Mi detesto da sola quando non mi sento capace di vivere felice, quando vedo i miei figli che mi guardano spiazzati perché mi blocco, ed allora vengono ad abbracciarmi.
Non voglio far loro pena,
ho però tanta paura a mettermi in gioco.
Grazie alla tua rubrica proprio oggi ho trovato la forza di varcare la soglia di uno studio di psicologia, di mettermi finalmente in gioco!
Non gli ho ancora detto niente. Il dialogo non è mai stato un buon terreno d’incontro per noi, e mi rammarico di non averlo insegnato ai nostri figli a parlare quando sono in difficoltà. Io sono la prima che vado talmente in ansia non appena loro iniziano a parlare delle loro eventuali difficoltà, che oggi capisco perché abbiano iniziato a tacere. Stare zitti è l’unico modo per stare sereni in casa nostra.
La mancanza di amore in casa mia mi sta facendo spegnere dentro, oltre al pesante silenzio.
Mio marito va in terapia perché vuole stare giustamente meglio, perché vuole essere aiutato a funzionare.
Anche io voglio imparare a stare bene. In casa mia, i miei genitori non sono stati in grado di trasmettermi amore, hanno sempre lavorato; anche i loro genitori hanno sempre lavorato, e via così, quasi senza affetto.
Finalmente mi sono decisa a scriverti, e questo gesto mi fa sentire più tranquilla che ce la farò a continuare un percorso di terapia.
Le mie poche e care amiche da tempo mi spingono a prendermi cura di me. Loro non contemplano il percorso psicologico perché la nostra generazione non ha quasi mai capito l’importanza di farsi aiutare per cercare di funzionare adeguatamente a livello personale.
Quando sai come funzioni dentro, dove hai imparato certi meccanismi mentali ed emotivi, come leggo spesso in diversi articoli, poi trovi la via del benessere personale; ti salvi, individui il tuo livello di vita soddisfacente (mi sembra di ricordare così da una psicologa radiofonica).
Adesso che sono arrivata alla fine della mia lettera, ho trovato un po’ di forza per prendermi cura di me stessa.
Ti ringrazio e mi faccio i complimenti per essere arrivata sino qua, in questa mia fase di vita, in cui ho voglia di stare bene e di mettere in discussione le mie relazioni familiari.
Buona giornata!
M.
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Claudia apprezzò molto la semplice e tormentata consapevolezza di M. Provò tenerezza per tutte quelle persone che non si sentono in diritto di stare meglio, che scontano la sofferenza quotidiana quasi servisse a trovare una via di salvezza, secondo una formula simil matematica in cui più vivi nel dolore più e più otterrai strani e perversi benefici per il futuro.
Si focalizzò sul mondo della psicologia, su quante possibilità e nuovi strumenti ci sarebbero per vivere più sereni e quanta sofferenza invece invada e spazzi via i cuori degli esseri umani sino a frantumarli.


